Mein_Ligurisches_Heim

My Ligurian home

La mia casa ligure • Mein Ligurisches Heim • My Ligurian home

Alfons von Mumm aprofitto’ dell’ultima vacanza in terra natia, prima della sua cessazione dall’ufficio della carriera diplomatica, per ricercare una „proprietà come un luogo di riposo a venire“. Intraprese, come egli stesso scrive, „quel viaggio spontaneamente dalla Germania verso la riviera di Levante, fino a quel momento a me completamente sconosciuta, e non ne fui deluso“.
„Sullo stretto istmo che collega Monte Fino con la punta piu’ estrema della penisola di Capodimonte, e in questa maniera protegge il porto dal mare aperto, giace il santuario consacrato a San Giorgio, affiancato dal Castello di San Giorgio, in contiguita’ di Villa Carnarvon. In direzione sud, verso la punta del promontorio dentellato a tre punte, si erge il castello medievale di Portofino (Castello Brown).“
„Nell‘autunno del 1910, ammirai questa veduta per la prima volta. Un breve scambio di telegrammi con il proprietario che conoscevo, il signor Stephen Leech, mi ha reso proprietario del castello, che ho acquisito insieme al completo arredamento.“ Nel mese di aprile del 1911, egli vi si trasferi’. „Il Castello di San Giorgio“, dice Mumm, „non è un vecchio edificio. La torre rossa ad angolo è una riproduzione esatta della famosa torre del monastero di San Fruttuoso.
Le strisce bianche e nere sulla parte anteriore della casa, ricordano una vecchia legge della Repubblica di Genova. Questo tipo di ornamento delle pareti era in uso riservato alle prime quattro famiglie nobili della città: Doria, Spinola, Fieschi e Grimaldi. Il terreno annesso al castello non è grande. Un piccolo giardino del convento, ricoperto di rose, è protetto dalla parte esposta alle intemperie del tempo, da un muro con grandi finestre ad arco. Le terrazze, situate verso il mare, invitano a bagni di aria e sole. Verso il lato del porto, un piccolo giardino con pergolato di rose rampanti, scosceso in pendenza, assicura per il futuro la visuale verso edifici indesiderati e permette una strada privata verso la zona sbarco.
Ma la cosa piu’ bella del castello è la sua posizione. Arroccato su una sella stretta tra due mari, gode del vicinato del cielo italiano e del mar Ligure. Da Cap Mele vicino San Remo la vista spazia verso occidente, lungo le cime innevate delle Alpi e le verdi colline degli Appennini, all’isola Fino posizionata davanti la Spezia verso est, si eleva dietro le montagne di marmo bianco di Carrara come nuvole lontane all‘orizzonte.
Alla fine della prima guerra mondiale – Italia e Germania nel frattempo erano nemici di guerra – le autorità italiane disposero il 2 di aprile 1918 la confisca del Castello San Giorgio.
Mumm: „La mia richiesta di reintegrazione nella mia proprietà, fatta subito dopo il decreto di pace, non è stata fino ad ora accettata, ma per lo meno il Ministero degli Esteri ha incaricato, per importanti ragioni politiche, la prefettura di Genova di permettermi il ritorno al castello di San Giorgio. Il 5 ottobre 1920 questa volta sono io, con la mia cara moglie, che mi trasferisco di nuovo nella mia casa ligure.“
Non da ultimo, a causa degli „incessanti e vigorosi sforzi della mia amabile nipote, la Marchesa Clarissa Torrigiani“, il Consiglio dei Ministri Italiano ha deciso il 7 di agosto 1922 „considerando le particolari circostanze del mio caso“, l’immediata e incondizionata restituzione del Castello San Giorgio. „In fiduciosa previsione di questo felice esito, abbiamo acquistato gia’ in primavera, un terreno adiacente al giardino di casa nostra, per evitare minacciosi ostacoli alla nostra vista su Portofino.“
Il 31 dicembre del 1923 Mumm ha scritto la sua revisione annuale nel libro degli ospiti – l‘ultimo documento superstite. Da qui si evince che la coppia ha trascorso „per la prima volta anche l‘estate al castello di San Giorgio“. Il tempo venne usato per una scrupolosa ristrutturazione. Riparatura del riscaldamento centrale, verniciatura di porte e finestre, intonaco della facciata con il ripristino delle tradizionali strisce doriane. Seguendo la conduzione di Jeannie, sono stati fatti all‘interno della casa tutti i tipi di miglioramenti, una lavanderia al bagno dei servitori, cosi come l’ampliamento e la trasformazione dell’ufficio e soggiorno di Mumms dal precedente stile „San Fruttuoso“ al nuovo ambiente appena nato in stile „Alt Frankfurt“. La frase finale di Mumms dice „Possa essere superato almeno il punto piu’ basso della situazione e che l‘anno a venire ci possa portare tempi migliori!“

Alfons von Mumm nutzte den letzten Heimaturlaub vor seinem Ausscheiden aus dem Auswärtigen Dienst, um sich nach einem „Besitztum als späteren Ruhesitz“ umzuschauen. Er unternahm, wie er selbst schrieb, „auf gut Glück von Deutschland aus die Reise an die mir bis dahin völlig unbekannte Riviera di Levante und ward nicht enttäuscht. Auf der schmalen Landzunge, die den Monte Fino mit der äußersten Spitze der Halbinsel von Capodimonte verbindet und so den Hafen gegen das offene Meer schützt, steht die dem Heiligen Georg geweihte Wallfahrtskirche, flankiert von dem Castello San Giorgio, in der Nachbarschaft zur Villa Carnarvon. Nach Süden, gegen die Spitze des dreigezackten Vorgebirges hin, erhebt sich das mittelalterliche Kastell von Portofino (Castello Brown).“
„Im Herbst 1910 ward mir dieser Anblick zum ersten Mal. Ein kurzer Telegrammwechsel mit dem mir bekannten Vorbesitzer, Mr. Stephen Leech, machte mich zum Eigentümer des Kastells, das ich nebst vollständiger Einrichtung erwarb.“ Im April 1911 zog er ein.
„Das Castello San Giorgio“, so Mumm, „ist kein alter Bau. Der rote Eckturm ist eine genaue Nachbildung des berühmten Turmes am Kloster San Fruttuoso. Die schwarzen und weißen Streifen an der Front des Hauses erinnern an ein altes Gesetz der Republik Genua, das diese Art des Wandschmuckes den vier ersten Patrizierfamilien der Stadt, den Doria, Spinola, Fieschi und Grimaldi vorbehielt. Das zum Castello gehörige Terrain ist nicht groß. Ein kleiner, von Rosen überwucherter Klostergarten ist nach der Wetterseite hin durch eine Mauer mit weiten Bogenfenstern gegen die Unbilden der Witterung geschützt. Nach dem Meere zu gelegene Terrassen laden zu Luft- und Sonnenbädern ein. Nach der Hafenseite zu sichert ein steil abfallender kleiner Garten mit rosenumrankter Pergola für alle Zukunft die Aussicht vor unerwünschten Neubauten und ermöglicht einen nahen Privatweg zur Landungsstelle.
Das Schönste aber am Castello ist seine Lage. Auf schmalem Sattel zwischen zwei Meeren thronend hat es zu Nachbarn den italienischen Himmel und die ligurische See. Von Cap Mele bei San Remo im Westen schweift der Blick, den schneebedeckten Seealpen und den grünen Ausläufern des Apennin entlang, bis zu der Spezia vorgelagerten Insel Fino im Osten, hinter der bisweilen die weißen Marmorberge von Carrara wie ferne Wolken am Horizont aufsteigen.“
Am Endes des Ersten Weltkrieges – Italien und Deutschland waren nun Kriegsgegner – verfügten die italienischen Behörden am 2. April 1918 die Beschlagnahme von Castello San Giorgio.
Mumm: „Meinem alsbald nach Friedensschluß gestellten Antrag auf Wiedereinsetzung in mein Eigentum wurde bisher zwar nicht entsprochen, immerhin aber wies das Ministerium des Äußeren ‚aus wichtigen politischen Gründen‘ die Präfektur in Genua an, mir die Rückkehr ins Castello San Giorgio zu gestatten. Am 5. Oktober 1920 bin ich, diesmal mit meiner lieben Frau, in mein ligurisches Heim wieder eingezogen.“
Nicht zuletzt auf Grund der „unausgesetzten, energischen Bemühungen meiner liebenswürdigen Nichte Marchesa Clarissa Torrigiani“ beschloss der italienische Ministerrat „in Berücksichtigung der besonderen Umstände meines Falles“ am 7. August 1922 die unverzügliche und bedingungslose Freigabe von Castello San Giorgio. „In zuversichtlicher Erwartung dieses glücklichen Ausganges hatten wir bereits im Frühjahr ein an unseren Hausgarten anstoßendes Grundstück hinzuerworben, um einer drohenden Verbauung unserer Aussicht auf Portofino vorzubeugen.“
Am 31. Dezember 1923 schrieb Mumm seinen Jahresrückblick in das Gästebuch – das letzte erhaltene Schriftstück. Daraus geht hervor, dass das Paar „zum ersten Mal auch den Sommer im Castello San Giorgio“ verbracht hatte. Genutzt wurde die Zeit für eine gründliche Renovierung, Reparatur der Zentralheizung, Anstrich von Fenster und Türen, Verputz der Fassade mit der Wiederherstellung der traditionellen Doria-Streifen. Auf Jeannies Betreiben wurden im Inneren des Hauses allerhand Verbesserungen ausgeführt, eine Waschküche nebst Dienerschaftsbad sowie die Vergrößerung und Umwandlung von Mumms bisherigem Schreib- und Wohnzimmer „San Fruttuoso“ in das nun entstandene Zimmer „Alt Frankfurt”.
Mumms abschließender Satz lautet: „Möge nun wenigstens der Tiefstand der Lage überschritten sein und das kommende Jahr besseren Zeiten entgegen führen!“

Alfons von Mumm took the opportunity of his last holidays in his home country before retiring from Foreign Service to look around for an „estate for a later retreat“. He undertook, as he himself wrote, „to travel on the off chance from Germany to the Riviera di Levante where I had never been and was not disappointed. On the narrow promontory, which joined the Monte Fino with the farthest point of the peninsula of Capodimonte and thus protected the port from the open sea, the St. George pilgrimage Church stands, flanked by the Castello San Giorgio close to the Villa Carnarvon. To the south, against the three peaks of the foothills, rises the Castle of Portofino (Castello Brown)“.
„In Autumn 1910 I saw this view for the first time. A short telegram exchange with the previous owner, Mr Stephen Leech, with whom I was acquainted, made me the owner of the castle, which I acquired along with all the furnishings.” In April 1911 he moved in.
„The Castello San Giorgio“, according to Mumm, „is not an old building. The red corner tower is an exact replica of the famous tower on the monastery San Fruttuoso. The black and white stripes on the front of the house put an old law of the Republic of Genoa in mind where this kind of wall decoration was reserved for the first four Patrician families of the town: Doria, Spinola, Fieschi and Grimaldi. The land belonging to the castle is not very expansive. A small cloister garden overgrown with roses is protected on the exposed side from the alterations of the weather by a wall with wide arched windows. Terraces facing the sea invite to take air and sun baths.
Towards the port a steep sloping small garden with a rose-entwined pergola safeguards the view for the future against unwanted new buildings and facilitates a nearby private path to the landing place.
The most beautiful however about the Castello is its location. Throning over a small isthmus between two seas its neighbours are the Italian sky and the Ligurian sea. From Cap Mele near San Remo to the west the eyes roam along the snow covered Maritime Alps and the green Apennine foothills, to the Island Fino just offshore from Spezia to the east, behind which now and then the white marble mountains of Carrara rise like far clouds on the horizon”.
At the end of the First World War – Italy and Germany were wartime enemies – the Italian authorities ordered the confiscation of the Castello San Giorgio on the 2 April 1918.
Mumm: „My immediate application after the peace agreement for reinstatement in my own property has not been complied with, but at least the Foreign Ministry „on important political grounds has told the prefecture in Genoa to allow me to return to the Castello San Giorgio. On the 5 October 1920, this time with my dear wife, I moved back in to my Ligurian Home”.
Not least because of the „incessant, energetic attempts by my kind niece Marchesa Clarissa Torrigiani“ the Italian council decided upon „in consideration of the exceptional circumstances of my case“ on the 7 August 1922 the immediate and unconditional release of the Castello San Giorgio. „In confident expectation of this fortunate outcome we had already purchased a parcel of land bordering on our house garden in spring to prevent a threatened building development blocking our view of Portofino.“
On the 31 December 1923 Mumm wrote his review of the year in the Guest Book – the last preserved piece of his writing. This shows that the pair spent „for the first time also the summer in the Castello San Giorgio“. They used the time for a thorough renovation, repairs to the central heating, painting of the windows and doors, plastering the façade with the restoration of the traditional Doria stripes.
Under Jeannie’s management inside the house all kinds of improvement were carried out, a wash kitchen with a bathroom for the staff and also the enlargement and the conversion of Mumm’s previous writing- and living-room „San Fruttuoso“ in the now resulting room „Alt Frankfurt“.
Mumm’s closing sentence reads: „Grant that at least the lowest point be passed and that the coming year will lead us towards better times!“

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